La disfagia in caso di tumore

Uno studio del dipartimento di otorinolaringoiatria e della chirurgia collo-testa dell’Università Medical Center di Utrecht ha analizzato la capacità di deglutizione di pazienti sottoposti a chemioterapia e radiazioni per tumori della zona testa collo, attraverso la somministrazione di un questionario di misurazione della Qualità della Vita in merito alla capacità di deglutire.

I ricercatori hanno studiato 60 pazienti da 6 mesi a cinque anni dopo la chemioterapia per un tumore alle cellule squamose a livello del collo. Sono stati utilizzati questionari validati relativi alla qualità della vita e collegati alle capacità di deglutizione e di costruire discorsi. L’analisi ha tenuto conto di età, sesso, stadio e sito del tumore, tecnica chemio e radioterapica, il tempo del trattamento, eventuali comorbidità e l’alimentazione. Problemi di deglutizione sono stati riscontrati nel 79% dei pazienti.  Le persone che stavano seguendo una dieta particolare o nutrite tramite sondino hanno mostrato più problemi di deglutizione rispetto a coloro che seguivano una dieta normale.  Anche il sito del tumore è collegato alla presenza più o meno marcata di disfagia: nelle persone con cancro orofaringeo il disturbo risulta più accentuato rispetto a coloro che hanno avuto un cancro alla laringe. Incidono anche la dimensione, la gravità, il tipo di resezione e ricostruzione chirurgica.

Chi ha subito un trattamento terapeutico per la cura di un tumore nella zona testa-collo presenta alcuni sintomi tipici della disfagia come tosse, deglutizione ripetuta e non controllata, ritardo nella deglutizione, difficoltà respiratore, secchezza delle mucose, dolore e difficoltà ad alimentarsi in modo corretto e senza disagi, aspirazione del cibo con conseguenze a livello polmonare in pazienti già debilitati. In questi persone è fondamentale riconoscere e diagnosticare correttamente questo disturbo in modo da assisterli con un tipo di nutrizione coerente con la gravità della disfagia. In alcuni casi – per esempio – può essere necessaria un’alimentazione tramite sonda.

Nel momento in cui si sospetta disfagia è possibile richiedere analisi diagnostiche approfondite come la laringoscopia e la video fluoroscopia. Infine si possono ipotizzare – accanto a una giusta dieta alimentare supportata da prodotti addensanti per ottenere la giusta consistenza del cibo – esercizi riabilitativi e apprendimento delle tecniche corrette per mangiare al meglio (senza parlare, con lentezza, senza distrazioni come TV e altre persone che parlano, posture corrette…)

Fonti:

Eur Arch Otorhinolaryngol. 2016; 273: 1849–1855.

http://fli.it/wp-content/uploads/2017/02/GE2017_PIEMONTE_Disfagia-HN.pdf

Eleonora Viganò, biotecnologa, Master in Comunicazione della Scienza

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