Malattie neurodegenerative e malnutrizione

Le malattie neurodegenerative, oltre a provocare modificazioni delle capacità cerebrali e di giudizio, possono anche indurre variazioni dei meccanismi della deglutizione che spesso causano la malnutrizione dei pazienti, costringendo all’uso di un supporto nutrizionale specializzato sia durante il ricovero in ospedale che al rientro a casa.

A causare la malnutrizione in questi pazienti neurologici è la presenza di disturbi della deglutizione o disfagia, l’alterazione del tratto gastrointestinale, la variazione del livello energetico richiesto dall’organismo e l’influenza sul metabolismo della terapia farmacologica in corso. La disfagia, in particolare, oltre a coinvolgere lo stato nutrizionale, si associa anche ad un aumento del rischio di infezioni causate dal cibo che finisce nelle vie respiratorie, che a sua volta peggiora lo stato di malnutrizione instaurando un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Per questo motivo, l’Associazione Americana per la Nutrizione Parenterale ed Enterale (American Society for Parenteral and Enteral Nutrition, ASPEN) raccomanda di realizzare un programma di nutrizione per tutti i pazienti che sono stati colpiti da malattie neurodegenerative.

Uno studio condotto da Daniel A. de Luis e colleghi dell’Università di Valladolid, in Spagna, ha analizzato l’incidenza della disfagia e della malnutrizione in quattro malattie neurodegenerative e ha riassunto i principali interventi da attuare per offrire un adeguato supporto nutrizionale ai pazienti colpiti da queste malattie debilitanti.

      Malattie cerebrovascolari. Il 20% dei pazienti con un danno cerebrale, per esempio in seguito ad un ictus, vanno incontro a malnutrizione. Di questi pazienti, quasi il 50% può presentare anche disfagia, dovuta a una paresi seppure transitoria dei muscoli coinvolti nella deglutizione, che insieme alla malnutrizione incide in modo negativo sulla prognosi e sul recupero dello stato di salute. I pazienti con malattie cerebrovascolari non richiedono una dieta arricchita di particolari nutrienti rispetto a una persona sana, a meno che siano presenti altri fattori come infezioni, ulcere cutanee e altre complicanze che richiedono un aumento delle proteine e delle calorie assunte. Nella maggior parte dei casi il problema è la disfagia, che va diagnosticata quanto prima. Per farlo si può ricorrere al test dell’acqua, che consiste nella somministrazione di 10 ml di liquido al paziente, osservando la comparsa di tosse o di alterazione della voce. Una volta valutata la presenza di disfagia, si possono programmare interventi di gestione del problema per un recupero della corretta alimentazione.  Oltre a interventi di correzione della postura durante i pasti per favorire la deglutizione, per i pazienti con malattie cerebrovascolari è nato il concetto di Alimentazione di Base Adattata (ABA), che consiste una dieta iperproteica e ipercalorica, affiancata all’uso di addensanti nei cibi e nelle bevande.

      Demenza. La prevalenza di malnutrizione in questi pazienti supera il 70% e le cause sono la presenza di anoressia, disfagia e perdita delle capacità di alimentarsi da soli. In questi casi è necessario assicurare una corretta nutrizione attraverso una dieta completa di tutti i nutrienti. Per favorire l’appetito e il consumo delle corrette quantità di cibo si possono spezzettare i pasti in più parti durante il giorno, ad orari fissi e in ambienti tranquilli che non distraggano i pazienti. L’uso di integratori nutrizionali per via orale o enterale possono aumentare il peso corporeo e la massa magra in questi pazienti, anche se non ci sono dati in letteratura che dimostrano una riduzione delle complicanze associate alla demenza.

      Sclerosi laterale amiotrofica. La malnutrizione interessa il 50% di questi pazienti per colpa della disfagia e dell’aumento di richiesta energetica da parte dell’organismo in risposta al danno nervoso, che fa diminuire la massa muscolare. Per contrastare entrambe le situazioni è necessario da subito adottare una dieta ipercalorica attraverso l’uso di integratori nutrizionali e modificare la consistenza di cibi e bevande con l’uso di addensanti. Tuttavia, nei casi in cui la disfagia e la malnutrizione hanno raggiunto uno stadio avanzato, è necessario ricorrere alla nutrizione artificiale con l’uso di un tubo collegato allo stomaco che, come già dimostrato, fa aumentare il peso e la quantità di nutrienti assunti con successo da pazienti colpiti da sclerosi laterale amiotrofica.

      Paralisi da Parkinson. Dal punti di vista nutrizionale, i pazienti con una paralisi avanzata dovuta al Parkinson presentano meno problemi nutrizionali rispetto a un paziente con demenza. In questi pazienti si devono considerare una serie di raccomandazioni dietetiche in relazione all’apporto proteico. La quantità di proteine nella dieta, infatti, può interferire con l’attività della L-dopa, il farmaco per il trattamento del Parkinson. La L-dopa viene assorbita nell’intestino grazie ad un amminoacido e il suo aumento con la dieta può diminuire la quantità di farmaco che arriva al cervello, dove svolge il suo effetto. Tuttavia, una restrizione della dieta può a sua volta causare problemi di malnutrizione, quindi nei pazienti con paralisi da Parkinson è consigliato assumere il trattamento un’ora prima dei pasti, oppure diminuire la quantità di proteine a pranzo, seguendo il tempo di assorbimento del farmaco, e reintrodurre le proteine a cena.

«Le malattie neurologiche degenerative sono tra quelle che principalmente abbisognano di supporto nutrizionale» concludono gli autori dello studio. «Una corretta valutazione nutrizionale di questi pazienti e il giusto intervento nutrizionale devono fare parte del processo diagnostico e terapeutico di queste malattie».

Alessandra Gilardini, biologo, Ph.D. in Neuroscienze, Master in Comunicazione e salute nei media contemporanei.

Fonte: Daniel A.de Luis, Olatz Izaola, Beatriz de la Fuente, Paloma Muñoz-Calero, Angeles Franco-Lopez. enfermidades neurodegenerativas: aspectos nutricionales. Nutr Hosp 2015; 32(2): 946-51. http://www.aulamedica.es/nh/pdf/9252.pdf

 

 

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