Perdere forza e massa muscolare: sarcopenia in aumento

La sarcopenia, una perdita muscolare che porta a disabilità, oggi colpisce fino al 20% degli anziani europei e i casi sono destinati a salire fino al 63 % entro il 2045.

La sarcopenia è una malattia associata al normale processo di invecchiamento. I sintomi caratteristici della sarcopenia sono la perdita di massa e di forza muscolare, che a sua volta influenza l’equilibrio, l’andatura e la capacità generale di svolgere le attività quotidiane. Oltre all’invecchiamento muscolare, alla saecopenia partecipano altri fattori di rischio come la malnutrizione e l’immobilità dovuta a malattie neurologiche o convalescenze post-chirurgiche che costringono una persona a stare a letto per lungo tempo. A causa della sua complessità, non vi è ancora alcun consenso globale sulla definizione della sarcopenia da usare per scopi diagnostici. Secondo la EWGSOP, la sarcopenia è una condizione caratterizzata da tre parametri diagnostici:

1) una perdita progressiva e generalizzata di massa muscolare

2) perdita di forza muscolari accompagnata o meno da

3) disabilità fisica.

I ricercatori dell’Università di Liegi, in Belgio, hanno condotto uno studio che rivela i numeri della sarcopenia in Europa. I risultati del lavoro sono stati presentati in occasione del Congresso Mondiale sull’Osteoporosi, Artrosi e Malattie Muscolo-scheletriche tenutosi dal 14 al 17 aprile 2016 a Malaga, in Spagna.

Utilizzando il database on-line dell’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat), i ricercatori hanno recuperato l’età e le proiezioni demografiche sesso-specifiche di circa 2.000 soggetti di 28 paesi europei. Le stime di prevalenza della sarcopenia sono state valutate applicando due definizioni diagnostiche della EWGSOP che considerano rispettivamente i parametri 1+2 e 1+2+3. I dati così ottenuti sono stati incrociati con il numero della popolazione sopra i 65 anni di età, la suddivisione tra uomini e donne e proiettati fino al 2045.

In base alla definizione di sarcopenia utilizzata, i ricercatori hanno ottenuto stime di prevalenza più alte o più basse. Secondo le stime più basse, nel 2016 in Europa quasi 11 milioni di persone soffrirebbero di sarcopenia, di cui il 44,2% dei casi sono donne. Nel 2045 la prevalenza salirà del 72,4% sfiorando i 19 milioni di casi di sarcopenia. Nell’anziano, i casi complessivi di sarcopenia passeranno dall’11,1% nel 2016 al 12,9% nel 2045. Secondo le stime più alte, il numero di individui attualmente affetti da sarcopenia in Europa sarebbe già intorno ai 20 milioni, di cui il 66,4% rappresentato da donne, e dovrebbe salire a poco più di 32 milioni nel 2045 con un aumento del 63,8%. La prevalenza complessiva della sarcopenia nell’anziano passerà dal 20,2% nel 2016 al 22,3% nel 2045. L’autore dello studio Olivier Ethgen ha dichiarato: “Indipendentemente da quale soglia diagnostica viene utilizzata per definire la sarcopenia, la prevalenza di questa condizione è destinato ad aumentare notevolmente in Europa. È essenziale, quindi, munirsi di strategie efficaci di prevenzione e gestione della malattia. Le autorità sanitarie devono agire in modo da limitare l’impatto di questa malattia sui sistemi sanitari sempre più contenuti, e per aiutare gli europei a vivere una vecchiaia attiva e in buona salute.

Ma come si può prevenire la sarcopenia? Essendo un fenomeno dovuto all’avanzare dell’età, la sarcopenia non si può evitare ma rallentare, praticando attività fisica quotidiana e seguendo un’alimentazione ricca di nutrienti come proteine, calcio, vitamina D e B12. A fianco a queste modifiche dello stile di vita, si possono utilizzare diversi prodotti che forniscono un corretto apporto di aminoacidi essenziali. Gli aminoacidi infatti sono i «mattoncini»  che formano le proteine, in grado di riattivare, in particolare, la sintesi delle proteine muscolari nei pazienti colpiti da sarcopenia sia legata all’invecchiamento che ad altre cause come l’immobilità prolungata o malattie che determinano una perdita della massa muscolare.

Alessandra Gilardini, biologo, Ph.D. in Neuroscienze, Master in Comunicazione e salute nei media contemporanei.

Fonte: https://www.sciencedaily.com/releases/2016/04/160416094620.htm

 

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