Piaghe da decubito: quando la causa è la malnutrizione

Le piaghe da decubito sono più frequenti nei pazienti che soffrono di malnutrizione: è quanto hanno concluso ricercatori norvegesi in un recente studio pubblicato sulla rivista Food & Nutrition Research. L’utilizzo di integratori orali si presenta dunque come un ottimo supporto per favorire il ripristino delle lesioni della pelle.

Le piaghe da decubito possono essere definite come ferite localizzate a livello della pelle o del tessuto sottostante, solitamente in corrispondenza di una protuberanza ossea. Si tratta di un disturbo particolarmente frequente nei soggetti immobilizzati o con problemi di mobilità. Se il paziente è costretto a letto per lunghi periodi, infatti, la pressione tra la superficie corporea e il giaciglio riduce la circolazione del sangue, ostacolando lo scambio di ossigeno e sostanze nutritive: sul lungo periodo, questa situazione determina la formazione delle piaghe.Ma non è solo l’immobilità il fattore scatenante. Anche un apporto nutrizionale inadeguato può svolgere un ruolo importante nello sviluppo di questo disturbo.

Ricercatori del Lovisenberg Diaconal Hospital, a Oslo, hanno analizzato 651 pazienti, di età media pari a circa 63 anni, ricoverati presso l’ospedale norvegese tra settembre 2012 e maggio 2014.I soggetti coinvolti sono stati sottoposti settimanalmente al Nutritional Risk Screening 2002 (NRS 2002), un test ideato per valutare lo stato nutrizionale, che prende in considerazione:

  • il BMI (Body Mass Index)
  • variazioni nella dieta (riduzione dell’assunzione di cibo nell’ultima settimana).
  • variazioni del peso (perdita di peso negli ultimi 3 mesi)

I ricercatori hanno osservato che quasi 3 pazienti su 10, di cui la maggior parte donne, era a rischio di denutrizione. Numero che saliva se si consideravano i più anziani (con età superiore a 70 anni) dove i soggetti ad alto rischio erano quasi 8 su 10.  È stata poi riscontrata una probabilità maggiore di sviluppare piaghe da decubito nei soggetti che apparivano ad alto rischio di malnutrizione, secondo il test NRS 2002.
In particolare, i pazienti con BMI inferiore a 20 avevano una prevalenza delle piaghe quasi 3 volte superiore rispetto agli altri.  Chi aveva ridotto la quantità di cibo ingerita nell’ultima settimana raggiungeva una prevalenza quasi doppia di questo disturbo. Un aumento simile è stato inoltre osservato nei pazienti che avevano perso peso negli ultimi 3 mesi.

Per quale motivo un’alimentazione insufficiente è associata allo sviluppo di piaghe da decubito?I ricercatori norvegesi spiegano che la perdita di peso determina l’insorgenza del cosiddetto stato catabolico: si tratta di una situazione in cui il metabolismo corporeo ha un impatto negativo sui processi riparativi e aumenta inoltre il rischio di infezioni. In altre parole, un paziente mal nutrito è una persona che guarirà più lentamente, allungando così la permanenza in ospedale e l’immobilità..
La riduzione di massa corporea è un fenomeno comune tra i degenti: quasi il 70% dei pazienti ricoverati in ospedale viene infatti dimesso con un peso inferiore rispetto a quello che aveva al momento del ricovero. Identificare precocemente coloro che sono a rischio di malnutrizione può quindi rappresentare una strategia utile per combattere il fenomeno delle piaghe da decubito.

Un possibile approccio potrebbe essere quello di valutare una dieta su misura per ogni paziente. Un regime dietetico equilibrato, unito all’assunzione di integratori specifici, può infatti migliorare lo stato nutrizionale, ridurre quindi il rischio di sviluppare piaghe e accelerarne la guarigione.
In commercio esistono diverse soluzioni designate a questo scopo, tra cui VULNER-UP, integratore alimentare particolarmente adatto a pazienti in stato di denutrizione proteica. Si tratta infatti di una miscela di aminoacidi in grado di favorire la ricostruzione dei tessuti danneggiati da fenomeni come quello delle piaghe da decubito. Gli amminoacidi essenziali e le vitamine B1 e B6 costituiscono infatti un fattore chiave per integrare in modo efficace la dieta dei pazienti con decubito ed altre lesioni dei tessuti dovute per esempio a ustioni.

Valentina Torchia, Biotecnologa Medica, Science & Medical Writer, Master in Comunicazione e Salute nei Media contemporanei.

Fonti:
Food Nutr Res. 2017 May 12;61(1):1324230.
http://foodandnutritionresearch.net/index.php/fnr/article/view/1186
http://www.ipasvi.it/print/click-salute/2.htm

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