Sarcopenia e deglutizione nel paziente anziano

La sarcopenia, ovvero la progressiva perdita di massa muscolare, è un fenomeno largamente diffuso nei pazienti anziani. In particolar modo in coloro che sono residenti in strutture di ricovero a lungo termine. Comprendere la relazione con altri disturbi, come quelli che interessano la deglutizione, è importante per migliorare la qualità di vita complessiva del paziente.

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La sarcopenia è un fenomeno che interessa una larga parte delle persone in età avanzata. Si tratta di  una condizione caratterizzata dalla progressiva e generalizzata perdita di massa muscolare scheletrica. La conseguenza principale è il graduale peggioramento della qualità di vita, dovuto in primo luogo alla riduzione della funzionalità muscolare, che può culminare in una vera e propria disabilità.

Sarcopenia primaria e secondaria
Esistono diversi tipi di sarcopenia, in relazione alla causa scatenante: si parla di sarcopenia primaria, quando questa non è causata da altro, se non dall’età avanzata, mentre la sarcopenia secondaria può derivare da una forzata permanenza a letto, da fenomeni di malnutrizione o da patologie quali tumori, disturbi infiammatori o insufficienza multi-organo.

Sarcopenia e deglutizione
La perdita di massa muscolare può interessare anche i muscoli delegati alla deglutizione, provocando quindi difficoltà nella normale ingestione del cibo.
Lo studio che vi andiamo a presentare si propone come obiettivo quello di valutare i problemi della deglutizione, legati allo stato nutrizionale e/o alle attività  quotidiane, in anziani affetti da questa patologia. In particolare, si parla di presbifagia, una fisiologica ma pericolosa perdita di funzione deglutitoria nell’anziano, dovuta a debolezza muscolare associata con l’invecchiamento.
Sono stati reclutati 77 pazienti di età media pari a circa 86 anni, che risiedevano in una struttura geriatrica giapponese

Valutazione della sarcopenia
Per definire se un paziente fosse o meno affetto da questo disturbo, i ricercatori hanno analizzato diversi parametri, in accordo alla definizione coniata dallo European Working Group on Sarcopenia in Older People.
Una prima valutazione impedenziometrica (BIA) ha consentito di analizzare la massa muscolare presente in ognuna delle persone coinvolte nello studio. Successivamente, è stata analizzata la forza muscolare e la velocità e capacità di deambulare.

Valutazione della capacità di deglutizione
Sono diversi gli strumenti di cui lo specialista può servirsi per procedere alla valutazione delle funzioni legate alla deglutizione. Si tratta di test per misurare singoli aspetti legati alla sequenza di movimenti necessari per deglutire.
In questo studio, i ricercatori hanno utilizzato 8 metodiche:

  1. la scala DSS (dysphagia severity scale), una scala di 7 punti, in cui quelli inferiori indicano ridotta capacità di deglutizione
  2. il test RSST (repetitive saliva swallowing test), per valutare la capacità del paziente di deglutire in modo volontario e ripetuto, altamente correlata con l’aspirazione
  3. il T- position (thyroid position)test, che valuta la posizione della tiroide
  4. il GT (genio-thyroid distance) test per valutare la distanza genio-tioridea durante l’estensione del collo
  5. il TS (thyroid-sternum distance) test per valutare la distanza tra tiroide e sterno durante l’estensione del collo
  6. il GS (genio-sternum grade), serve per misurare la capacità di mantenere il collo in flessione quando il paziente è in posizione supina. Si tratta di una scala in 4 punti, dove i punteggi inferiori indicano una ridotta forza dei muscoli coinvolti in questo movimento.
  7. il NC (neck circumference) test, che misura la circonferenza del collo
  8. l’MPT (maximum phonation time) test, per calcolare il tempo massimo di fonazione di una vocale (tipicamente la “a”)

Valutazione della nutrizione
I pazienti coinvolti in questo studio sono stati valutati anche per misurare il loro livello di nutrizione. In questo caso, i ricercatori hanno utilizzato la misurazione del BMI (body mass index) e il Mini Nutritional Assessment-Short Form (MNA-SF). Quest’ultimo è composto da 6 aree tematiche:

  • misurazioni antropometriche(BMI e perdita di peso)
  • valutazioni globali relative alla motilità
  • questionario sulla dieta
  • misurazione dello stato di salute generale, che prende in considerazione la presenza di patologie acute o disturbi neurologici.

I punteggi ottenuti in tutte le aree vengono sommati: un totale compreso tra 11 e 14 indica un normale stato nutrizionale, un punteggio tra 8 e 11 suggerisce la presenza di un rischio di nutrizione insufficiente, mentre un valore inferiore a 7 indica uno stato di malnutrizione conclamata.

Presbifagia e sarcopenia
Dei 77 pazienti analizzati, il 57,1% risultava affetto da sarcopenia: si tratta quindi di un fenomeno largamente diffuso tra gli anziani che vivono in strutture residenziali.
Per quanto riguarda la presbifagia, gli strumenti diagnostici utilizzati da ricercatori hanno permesso di evidenziare che la riduzione della massa muscolare negli individui affetti da sarcopenia risultava associata a una riduzione nella capacità di deglutire con successo.
Considerando che l’ingestione di cibo viene ridotta in individui con una diminuita funzione deglutitoria, gli anziani con presbifagia sono quindi risultati più esposti alla malnutrizione.  Fenomeno questo che può contribuire ulteriormente alla progressione della sarcopenia, in un circolo vizioso. che si autoalimenta.
Prendere quindi in considerazione diversi aspetti, come appunto il grado di nutrizione e la capacità di deglutire, rappresenta una strategia positiva per affrontare in modo più efficace e completo la sarcopenia, definendo strategie terapeutiche più mirate e funzionali.

Valentina Torchia, Biotecnologa Medica, Science & Medical Writer, Master in Comunicazione e Salute nei Media contemporanei.

Fonte: J Phys Ther Sci. 2015 Feb; 27(2): 393–396.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4339146/

 

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