Dietoterapia: il gusto di mangiare anche con la disfagia

Un disturbo della deglutizione che colpisce in Italia circa 6 milioni di persone, con un picco del 45% tra gli over 65 anni. La disfagia impedisce a chi ne soffre di godere del piacere di un buon pasto, fino al punto di provocare uno stato di vera e propria malnutrizione. Ma esistono alimenti appositamente studiati per ridare gusto e consistenza. Un recente studio dell’Università di Pavia propone una nuova “dietoterapia” con pietanze preparate in modo specifico per i pazienti che soffrono di questi disturbi.

La disfagia è una vera e propria patologia. Chi ne soffre ha una ridotta o alterata capacità di masticare il cibo e inghiottirlo, facendo progredire correttamente il bolo alimentare nel tratto gastrointestinale. Si tratta di un disturbo particolarmente diffuso tra gli anziani, ma che può colpire a qualsiasi età: la disfagia può infatti verificarsi anche in caso di ictus, malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer, tumori o problemi cardiovascolari.La persona con disfagia ha grosse difficoltà a nutrirsi correttamente, tanto che ogni pasto può diventare una vera e propria tortura. Nei casi più gravi, si può arrivare a una situazione di grave malnutrizione, con calo di peso fino al 20% e tutta una serie di conseguenze sull’organismo, come indebolimento del sistema immunitario e affaticamento fisico generale. Senza contare il peggioramento delle piaghe da decubito, per le persone costrette a letto.

Per restituire il piacere del pasto a chi soffre di questo disturbo, sono molti gli alimenti a consistenza modificata progettati appositamente per essere masticati e deglutiti più facilmente. In particolare, un recente studio dell’Università di Pavia ha messo a punto una vera e propria dietoterapia. Si tratta di un regime alimentare a base di particolari cibi cotti sottovuoto a bassa temperatura, calibrati in consistenza e grammature, sicuri ma anche nutrienti. Durante il pasto, però, anche l’occhio vuole la sua parte: i cibi di questo regime alimentare sono stati pensati per avere un aspetto gradevole e un colore brillante, diversi ogni giorno della settimana.

Lo studio ha coinvolto 25 pazienti con disfagia, presso l’Azienda di servizi alla persona (Asp) di Pavia, polo geriatrico dell’ateneo cittadino. I ricercatori hanno progettato e “impiattato” menù vari ed equilibrati, a base di piatti diversi per ogni giorno della settimana. Si tratta di pietanze che rivisitano ricette tipiche della tradizione culinaria, bilanciati in macro e micronutrienti, e preparati con cottura sottovuoto a bassa temperatura, con raffreddamento in continuo. Questa procedura di preparazione permette di conservare inalterate le caratteristiche chimiche, fisiche e organolettiche dei cibi, rendendo minima la dispersione di nutrienti, come vitamine e Sali minerali, che spesso vengono persi o ridotti nelle cotture convenzionali.

E i risultati?

Dopo 3 mesi di dietoterapia, i ricercatori hanno osservato un aumento del consumo e del gradimento del cibo dell’11%, che ha portato a un incremento del peso di circa il 3%, con un miglioramento delle condizioni di salute generali.
Agire sulla consistenza e sul gusto delle pietanze è quindi una scelta vincente, per supportare chi soffre di disfagia. Da non trascurare, però, anche i liquidi veri e propri: addensare una bevanda liquida è infatti un’utilissima strategia per aiutare durante la deglutizione. I prodotti in commercio sono molti e diversi, tra cui citiamo Valblan, acqua gelificata già pronta all’uso, disponibile in diversi aromi, che aiuta chi soffre di disfagia ad assumere la giusta quantità di liquidi, senza dimenticare il gusto piacevole.

Valentina Torchia, Giornalista Scientifica e Biotecnologa Medica, Master in Comunicazione e Salute nei Media contemporanei.

Fonte: https://www.adnkronos.com/salute/medicina/2019/04/13/disfagia-ora-cucina-scienza-nuovi-cibi-della-dietoterapia_w6kdkRD4AmfMZFQRQAniPN.html?refresh_ce

 

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